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Caro materiali: anche ANCE VCO chiede il riconoscimento della causa di forza maggiore
7 Aprile 2021 

ANCE ha fatto partire una campagna a seguito del significativo aumento dei prezzi di acquisto di alcuni dei principali materiali da costruzione. Tali incrementi rivestono carattere di assoluta straordinarietà, ponendosi ben oltre la normale alea contrattuale ed andando a superare le ordinarie oscillazioni economiche di mercato, con il rischio quindi di compromettere seriamente la regolare esecuzione degli appalti in corso. L’eccezionale rincaro dei prezzi di acquisto, causato da problematiche di forza maggiore, quindi, produrrà enormi difficoltà alle imprese appaltatrici, già gravate da sofferenze finanziarie e patrimoniali dovute alla situazione pandemica che da oltre un anno lacera il Paese.

In particolare, tra novembre 2020 e febbraio 2021, il prezzo dell’acciaio ha registrato un aumento pari a circa il 130%, quello dei polietileni di oltre il 40%, quello del rame del 17%e quello del petrolio del 34%. Peraltro, va aggiunto che i dati risultano in continua evoluzione ed il trend sembra destinato ad aumentare nei prossimi mesi. L’attuale Codice degli Appalti non prevede, poi, adeguati meccanismi di revisione prezzi; pertanto, i contratti non risultano più economicamente sostenibili, con il conseguente rischio di un progressivo rallentamento dei lavori in corso, nonostante gli sforzi messi in campo dalle imprese per far fronte agli impegni assunti.

ANCE VCO si unisce alle richieste piemontesi e Nazionali dell’Associazione di categoria affinché Governo e Regioni confermino la causa di forza maggiore che impedisce di fatto il naturale svolgimento delle opere come contrattualmente concordate. “In questa situazione è necessario adottare provvedimenti che garantiscano gli adeguati ristori alle imprese – ha spiegato Rino Porini, Presidente ANCE VCO - e che si proceda ad una reintroduzione dei meccanismi di revisione dei prezzi simili a quelli antecedenti l’attuale Codice dei Contratti Pubblici. Il Governo si faccia carico della situazione, così complessa e problematica per la nostra categoria”. Una posizione condivisa anche da Mauro Piras, Vice Presidente ANCE VCO e Coordinatore con delega alle Opere Pubbliche presso ANCE Piemonte, che aggiunge: “si rileva un evidente aumento dei prezzi, con conseguenti criticità che rendono i contratti insostenibili causando l’ulteriore danno del blocco dei lavori. Per questi motivi risulta necessario un monitoraggio quanto più possibile attento del livello dei prezzi. Fondamentali i continui contatti con le Istituzioni di riferimento, in particolare con la Regione Piemonte a cui abbiamo posto con fermezza la questione”.

La bolla speculativa dei mercati drogata, oltre che dal palesato aumento delle materie prime, anche dal potenziale aumento della richiesta per effetto dei cd. Superbonus, sta esasperando il sistema compromettendone l’operatività. Ancora una volta i bonus rischiano di sortire l’effetto contrario provocando, quale effetto secondario, il blocco delle operazioni in corso in quanto non sostenibili economicamente dalle aziende edili. Per questi motivi ANCE, portavoce del mondo dell’edilizia, ha rivolto parole importanti ai Ministeri di riferimento (MIMS, MEF e MISE) sollecitando "un intervento normativo urgente attraverso il quale riconoscere alle imprese gli incrementi straordinari di prezzo intervenuti evitando così un blocco generalizzato degli appalti”. Il Presidente Gabriele Buia ha poi aggiunto che "questi rincari eccezionali rischiano di frenare gli interventi già in corso e di mettere a rischio quelli previsti dal Recovery Pian", invitando le amministrazioni a "correre subito ai ripari".

Incisive sono state anche le considerazioni della Presidente di Ance Piemonte e Valle d'Aosta, Paola Malabaila secondo cui "gli impatti sulla produzione e sugli scambi commerciali causati dalla pandemia hanno ridisegnato il futuro delle supply chain a livello globale, scaricando sul settore edile il caro materiali. Siamo molto preoccupati perché le imprese sono in forte sofferenza”.